A mio parere, manca tutto ciò che significa essere umani.
Sarà opinabile e profondamente soggettivo, ma credo che nulla ci renda più umani del provare compassione e pietà per il prossimo.
La mancanza di compenetrazione, di empatia nella sua forma più essenziale, di compassione -sentire insieme- è, a mio parere, sintomo di una progressiva de-umanizzazione delle persone.
Il che non vuol dire che la gente sia cattiva e priva di sentimenti, nonché profondamente bastarda.
Significa solo che, in nome di un ideale privo di significato o di un luogo comune, è capace delle peggiori efferatezze. Efferatezze mascherate da araldo della comune moralità e di una supposta etica.
Ma perché questa introduzione, che pare tanto un esercizio stilistico?
Perché ancora si parla del caso Englaro.
Per chi fosse poco informato e poco interessato al sociale, e per chi, stanco di sentir parlare di crisi economica, ha deciso di non accendere più la televisione negli orari di trasmissione dei telegiornali, ricapitolo un po' le puntate precedenti.
Eluana Englaro è una ragazza. E' un essere umano.
Eluana è in stato vegetativo persistente da quasi diciassette anni, in seguito ad un incidente in motocicletta su una strada ghiacciata.
DICIASSETTE anni. Di coma. Di alimentazione artificiale. Di semplice non-vita.
Piccola parentesi: è opportuno precisare che il caso di Eluana ha fatto molto discutere, perché al suo stadio di coma risponde ancora a stimoli cosiddetti corticali, ovvero apre o chiude gli occhi in risposta a dei ritmi sonno-veglia. Questo, tuttavia, non è assolutamente indicativo di una coscienza: il riflesso corticale può rimanere attivo anche se il Sistema Nervoso Centrale -che è di fatto il "computer centrale" della macchina umana- è completamente compromesso, com'è nel suo caso; questo riflesso sonno-veglia, tuttavia, è stato generatore di discussione, perché per i profani ha rappresentato un segno di "vita", e per gli individui volutamente gnorri una motivazione per rompere le balle -e perdonate quest'ultima caduta di stile XD
Qualche anno fa, il padre di Eluana, il signor Peppino Englaro, ha iniziato la battaglia per l'ottenimento dell'eutanasia, appellandosi al Testamento Biologico, lascito della propria figlia.
Nel corso del corrente anno, finalmente, dopo una lunga trafila giudiziaria, il caso di Eluana finisce in cassazione, dalla cui corte, lo scorso ottobre, viene emessa la sentenza che autorizza la sospensione dell'alimentazione e il distacco del sondino naso-gastrico che tengono in vita Eluana.
Qualche giorno fa, proprio quando è stata annunciata l'accoglienza di Eluana in una struttura di Udine, dove un'equipe l'assisterà nei suoi ultimi attimi di vita, giungono le minacce di uno degli esponenti dell'attuale, esimio governo di centro-destra.
Il Ministro per il Wellfare Sacconi ha minacciato ritorsioni di natura amministrativa nei confronti di qualunque struttura sospenderà l'alimentazione di Eluana.
Fortunatamente, pare -e qualche giurista di passaggio potrebbe eventualmente confermarlo- che la sentenza della Cassazione sia inappellabile e non abrogabile; inoltre, il governatore del Friuli -che, per chi non lo sapesse, è una delle regioni a statuto speciale dell'Italia- ha dichiarato di non temere le minacce del Ministro, poiché le strutture ospedaliere della regione non sono soggette a questo tipo di prese di posizione.
E questo è un piccolo riassunto degli eventi più recenti relativi a questa vicenda, scevro dei particolari relativi alla strenua battaglia di Peppino Englaro e che, di sicuro, non rende giustizia alla sua sofferenza in questi lunghi diciassette anni, e alla speranza che generò in lui l'epilogo del caso di Piergiorgio Welby.
Nota: Prima di proseguire, voglio precisare per l'eventuale pubblico che la sottoscritta non sarà più molto praticante, ma è credente.
NON cattolica, ma cristiana, di astrazione evangelica. Ripeto: credente.
Naturalmente, le minacce del nostro stimatissimo Ministro -che, ci scommetto le dita della mano destra, non ha mai avuto neppure un parente in ospedale, se non forse la moglie in dolce attesa; figurarsi dunque se è capace di capire la decima parte del tormento e del dolore del signor Englaro- hanno generato nuove chiacchiere da parte di individui che, a mio parere, sono ancor meno autorizzati a chiacchierare su questo tipo di argomenti.
Parlo naturalmente di quella piaga tutta italiana che si chiama Vaticano, e della loro testa di cazzo nota come papa Benedetto XVI.
E' stato il suo ultimo intervento, accuratamente documentato e promulgato dal TG2 di mezzodì, che ha generato nella sottoscritta una nuova ondata di rabbia relativamente al caso Englaro.
In primis, non tollero che persone che non hanno né famiglia, né figli, che possiedono i mezzi economici per sottoporsi alle migliori cure mediche disponibili al mondo, che non hanno mai sofferto e possibilmente mai soffriranno circostanze simili, osino mettervi bocca.
In secondo luogo, parlare di moralità, di etica, di quel che è giusto e sbagliato, con l'usuale supponenza e altisonanza è indice di profonda mancanza di rispetto.
Di più: è indice di totale mancanza di umanità o umana compassione.
Voglio precisare in calce che questo post è -sempre se non s'era notato- profondamente di parte. E' stato scritto da una giovane laureanda in Biologia, che fa di questi argomenti un cavallo di battaglia e che sta cercando di fare, nel suo piccolo, il possibile per potarli all'attenzione della gente.
Pensateci, rifletteci e ragionateci.
Sono benvenuti commenti, anche portatori di diversa opinione, ma sempre motivati ed educati.
Grazie per la gentile attenzione.